Misurazione della glicemia

Il glucosio rappresenta la più importante fonte di energia per le cellule del nostro organismo, in modo particolare per i neuroni. Per questo motivo la concentrazione di questo zucchero nel sangue deve risultare sempre adeguata. In un soggetto sano a digiuno la concentrazione ematica di glucosio (glicemia) è compresa tra 70 e 100 mg/dL. In seguito ad un pasto la glicemia aumenta ma generalmente non supera i 140 mg/dL; successivamente inizia a scendere fino a tornare ai livelli basali dopo almeno 4 ore.
Se la glicemia scende sotto a 65 mg/dL si ha una condizione definita ipoglicemia. Solitamente questo non si verifica in soggetti sani o accade solo per brevi periodi in seguito, ad esempio, a uno sforzo fisico intenso eseguito a digiuno. I classici sintomi dell’ipoglicemia sono causati dalla carenza di fonti energetiche per il sistema nervoso centrale e sono rappresentati da: sudorazione, tachicardia, agitazione, astenia, vertigini e possono portare allo svenimento e, in casi gravi, anche alla morte del soggetto.
Quando la glicemia a digiuno supera i 100 mg/dL si ha, invece, una condizione chiamata iperglicemia che può essere “leggera” quando risulta compresa tra 100 e 125 mg/dL e si parla di “alterata glicemia a digiuno” o più grave quando supera i 125 mg/dL e il paziente viene definito diabetico.
In Italia sono più di 3 milioni e 200 mila le persone affette da diabete, circa il 5,3% della popolazione, percentuale che sale al 16,5% nella fascia d’età compresa dai 65 anni in su. Nel nostro paese negli ultimi 30 anni la prevalenza della patologia è praticamente raddoppiata, ciononostante la mortalità per questa malattia si è ridotta del 20% negli ultimi 10 anni grazie al miglioramento della terapia farmacologica. Tra i vari tipi di diabete, quello maggiormente presente nella popolazione è il diabete mellito, del quale esistono 2 tipi diversi: il diabete mellito di tipo 1, una malattia su base autoimmunitaria che si manifesta nel 90% dei casi prima dei 20 anni di età e risulta caratterizzata da una profonda carenza insulinica, e il diabete mellito di tipo 2, di gran lunga più frequente nella popolazione, che si manifesta tipicamente dopo i 45 anni di età con resistenza insulinica in soggetti con storia familiare di diabete, sovrappeso (BMI > 25), con uno stile di vita sedentario e una dieta non salutare.
In pazienti diabetici risulta fondamentale mantenere i livelli glicemici su valori stabili e non troppo elevati al fine di scongiurare i vari rischi causati dall’iperglicemia come la cecità, l’insufficienza renale, l’amputazione di arti ma anche l’ictus e l’infarto del miocardio che possono portare alla morte del soggetto.
Da quanto detto emerge l’importanza del controllo periodico della glicemia, specialmente in pazienti con diabete conclamato che possono monitorare la loro condizione e comunicare al proprio medico i risultati, consentendogli di validare o modificare l’eventuale terapia farmacologica.

Il test della glicemia generalmente viene effettuato al mattino dopo un digiuno di almeno 8 ore, ma può essere eseguito anche in seguito ad un pasto per controllare il picco glicemico.